SINOSSI

Personaggi di diversa età, etnia ed estrazione sociale, ingabbiati in una società frenetica incline alla violenza e al consumismo. In scena 30 attori, di cui 28 ad occhi chiusi per indicare l’indifferenza e la superficialità che ci trascinano sempre più a guardare senza vedere veramente. Ognuno infatti, vivendo il proprio quotidiano nell’indifferenza, è indotto per inerzia ed abitudine, a continuare a vivere in quello stato di impassibilità, anche il più tragico degli eventi. E’ il caso dei nostri protagonisti, che inizialmente si mostrano freddi e distaccati a delle grida disperate di aiuto, e poi, grazie proprio alla loro insistenza, ne saranno scossi e (s)coinvolti. Infatti, una volta risvegliate le loro coscienze, sarà squarciato il velo mistificatore della realtà, e uniti e senza più alcun indugio, riusciranno finalmente ad agire.

******

QUESTO CORTOMETRAGGIO È DEDICATO A NICCOLÒ CIATTI

E A TUTTE LE ALTRE VITTIME DELL’INDIFFERENZA

Il 12 Agosto 2017, il 22enne Niccolò Ciatti, in una discoteca vicino Barcellona, è stato pestato a morte da tre coetanei ceceni. Per la legge, per la “giustizia” l’unico responsabile del suo omicidio e’ chi ha sferrato il calcio fatale. Gli altri due invece sono liberi, pur avendo partecipato. I buttafuori erano assenti, e dunque responsabili. La folla che guardava senza intervenire come fosse davanti ad uno spettacolo su un ring inesistente, è COMPLICE e perciò colpevole anch’essa. Le luci dei cellulari che illuminavano l’indifferenza saranno per sempre simbolo dell’assurdità dilagante, come il dj, che subito dopo il trasferimento del corpo di Niccolò, ha fatto ripartire la musica, incitando la gente a ballare come se nulla fosse successo, proprio sul sangue su cui nemmeno 10 minuti prima era steso Niccolò. 

Lui, che era di Scandicci, vicino Firenze, stava in vacanza con degli amici con i quali sarebbe tornato in Italia il giorno dopo, e a Settembre sarebbe andato a convivere con la sua fidanzata.

 

******

Io Niccolò purtroppo non l’ho mai conosciuto ma ormai mi sembra quasi di sì.. grazie ai racconti di suo padre, delle due professoresse e dei genitori della sua fidanzata.. conosciuti in varie proiezioni a Firenze. Vederlo poi, in alcuni video che ho trovato, muoversi e sorridere, e sentirlo parlare e scoprire la sua voce, mi fa venire i brividi. Niccolò era un ragazzo puro e solare, tra le persone più pacate sulla terra, super disponibile e gentile, sempre pronto ad aiutare tutti, lì al Mercato di Scandicci.

Niccolò poteva esser un mio amico, il mio ragazzo, mio fratello. Potevo essere io. Niccolò poteva esser tutti noi e non è ammissibile quello che gli è successo e quello che sta passando la sua famiglia.

Luigi Ciatti chiede Giustizia, e anche noi speriamo che sia fatta: che in carcere vadano tutti e tre i responsabili e non solo chi ha scagliato l’ultimo maledetto e pesantissimo calcio fatale.


******
Niccolò sei un Angelo che starà facendo ballare tutto il Paradiso con la tua musica e la tua simpatia. Riposa in Pace, Luce. 

Nella foto in ordine da sinistra Niccolò con: suo padre, sua madre, sua sorella, la sua fidanzata ed uno dei suoi migliori amici.